E io PAGO: un coraggiosissimo libro sulla pessima amministrazione di Roma Capitale scritto dalla giornalista Laura Maragnani e dal Consigliere comunale M5S Daniele Frongia

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E io PAGO, di Daniele Frongia e Laura Maragnani, Chiarelettere Editore, Milano 2016.

Di che si tratta?
Ecco qui:

E IO PAGO

di Daniele Frongia e Laura Maragnani
Da documenti inediti tutti i soldi che gli italiani pagano per mantenere la capitale più corrotta e inefficiente d’Europa
Chiarelettere, collana Principio attivo, pagine 384, 17,50 euro

“Ci sono molte cose che possiamo imparare dal disastro di Roma.
E chiedere che siano fatte, in tutta Italia, per ridurre gli sprechi e i danni alla nostra vita.”
Daniele Frongia, presidente della Commissione per la spending review di Roma Capitale

UN LIBRO UNICO e rivelatore. Per la prima volta vengono resi pubblici i dati raccolti dalla Commissione che per più di due anni ha lavorato sui conti dissestati e dissennati di Roma Capitale. UN TESORO DI DOCUMENTI INEDITI “dimenticati” nei cassetti dell’amministrazione Marino.
Finalmente possiamo vedere i numeri del grande saccheggio di Roma A SPESE DI TUTTA ITALIA. E scoprire quello che nemmeno potevamo immaginare. Che il Campidoglio perde 400 milioni di euro annui tra i servizi (non dovuti) offerti gratuitamente alla Chiesa e le tasse evase dal Vaticano. Che l’acqua per le fontane della capitale ci costa più di 5 milioni di euro l’anno; che cooperative, circoli sportivi e ospedali privati fanno affari in residenze da sogno a spese nostre; che otto inquilini su dieci del Comune (naturalmente in pieno centro) non pagano l’affitto da anni. E molto altro: c’è un’Italia che se ne frega di bollette, multe, tasse, contratti, e c’è un Comune che non riesce a farsi pagare niente. Tanto c’è l’altra parte del paese che paga per tutti: almeno mezzo miliardo l’anno. Roma è il simbolo di una mala gestione diventata sistema in tanti, troppi comuni. Dall’esperienza del buco capitale, ecco un vademecum per i cittadini che vogliono DARE LA CACCIA AGLI SPRECHI e dire BASTA AI BILANCI FASULLI delle loro città. Una guida chiara alla buona amministrazione e un metodo facile, che può far risparmiare tutti.

 

Chi sono gli autori?
E’ presto detto:

LAURA MARAGNANI, giornalista (“Europeo”, “Panorama”), è autrice de Le ragazze di Benin City (Melampo 2007) e I ragazzi del ’76 (Utet 2010). Ha collaborato alla stesura di ECCE OMO (con Franco Grillini, Rizzoli 2008) e MASSONI (con Gioele Magaldi, Chiarelettere 2014).

DANIELE FRONGIA, romano, statistico e informatico presso l’Istat, è stato fino al 2015 consigliere comunale del movimento Cinque Stelle e presidente della Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa di Roma.

Sottolineiamo appunto che LAURA MARAGNANI, carissima amica del nostro leader Gioele Magaldi, è una giornalista di razza, una delle poche dalla schiena dritta e dall’amore spassionato per la ricerca di una verità (storica e di cronaca, del passato o dell’attualità più stringente) che non sia manipolata o manipolabile dai poteri marci che infestano i circuiti mediatici mainstream e che infiltrano ed etero-dirigono anche molti campioni della letteratura e della webgrafia complottista.
Per questa sua integrità umana e professionale, Laura Maragnani ha dovuto spesso pagare prezzi importanti.
Eppure, eccola ancora li.
Eccola li. Più che mai in prima fila e in primo piano, a raccontare ora e sempre verità scomode, a scoperchiare vasi di pandora puzzolenti, a denunciare le altrui mistificazioni manipolatorie, le molteplici scorribande predatorie in danno del Popolo sovrano e dei cittadini che avrebbero diritto di spartire “il pane” di una informazione libera e coraggiosa, senza timori reverenziali verso chicchessia.
Cosi, dopo aver collaborato in modo preziosissimo ed esemplare su vari aspetti dell’edizione italiana del primo volume della serie di MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore, Milano 2014 (con GIOELE MAGALDI), vergando per di più una ormai leggendaria e apprezzatissima introduzione al libro, intitolata “Il potere in grembiulino” (pp.17-50 di MASSONI), adesso si cimenta con un nuovo testo che squarcia diversi veli, che consente al cittadino comune e all’opinione pubblica di gettare lo sguardo sulle consolidate e inescusabili nefandezze (e inefficienze) che contraddistinguono da decenni l’amministrazione di Roma, la Capitale d’Italia.

E Daniele Frongia?
DANIELE FRONGIA non è solo un ottimo e solerte Consigliere comunale uscente (di Roma, al Campidoglio) del movimento Cinque Stelle, già Presidente della Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa di Roma, oltre che brillante Funzionario dell’ISTAT.
C’è da augurarsi, al netto di quanto potrà accadere nelle prossime ore e nei prossimi giorni, che se Gioele Magaldi e il Movimento Roosevelt decideranno di rinviare la candidatura di Nino Galloni a Sindaco di Roma Capitale, preparandone l’ascesa al Campidoglio per i prossimi tempi, quando qualsiasi altra Giunta capitolina si troverà necessariamente alla canna del gas…(e su ciò rinviamo alle analisi e alle azioni concrete che verranno poste in essere, a partire da maggio 2016, dall’Osservatorio/Comitato per un New Deal di Roma Capitale e per Nino Galloni Sindaco, su cui si veda Osservatorio/Comitato per un New Deal di Roma Capitale e per Nino Galloni Sindaco: atto costitutivo e istruzioni per diventare membri…), comunque DANIELE FRONGIA sia rieletto in Consiglio Comunale e, dovesse diventare Sindaco VIRGINA RAGGI, FRONGIA possa far parte della sua Giunta capitolina, come ASSESSORE, e riprendere ad un livello ancora più sostanzioso il virtuoso lavoro sul Bilancio di Roma Capitale, portato avanti nei mesi scorsi.

Peraltro, il non massone DANIELE FRONGIA è stato ed è anche un attento lettore del libro MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore (chiedendo e ottenendo, per sé e per altri, cui ha regalato delle copie del suddetto volume, una dedica personalizzata), ed è un estimatore tanto dell’opera di glasnost liberomuratoria portata avanti da GIOELE MAGALDI, quanto della traiettoria politica rooseveltiana e keynesiana di NINO GALLONI.

Per inciso, vogliamo chiarire un punto.
Essere rooseveltiani e keynesiani dal punto di vista del paradigma politico-economico (come siamo Noi di DRP, tra i co-fondatori del Movimento Roosevelt, www.movimentoroosevelt.com) non significa essere propensi a una spesa pubblica ‘allegra’, sciatta, sciamannata e incurante degli sprechi.
Anzi, per un rooseveltiano e un keynesiano, che ne conosce il valore strategico, il denaro pubblico è sacro e va impiegato con onestà, accortezza ed efficacia lungimirante.
Ben venga, perciò, ogni approfondita disamina sulla dissennata gestione pregressa e attuale dei conti di Roma Capitale; ben venga qualsiasi spending review che non sia ispirata al principio di automatici tagli alla spesa (poco importa se indiscriminati e lineari o se calibrati in modo meno rozzo), ma al vero senso etimologico dell’espressione, che significa “revisione della spesa” e che può persino comportare (accanto all’eliminazione degli sprechi, delle ruberie e delle inefficienze gestionali) un aumento di essa in svariati ambiti, se finalizzata a migliorare il servizio pubblico e l’impulso istituzionale allo sviluppo economico, civile e infrastrutturale di un determinato segmento sociale e territoriale.
Insomma, il presupposto sano di qualsivoglia aumento della spesa pubblica in investimenti di interesse collettivo che creino ricchezza privata (commesse per imprese e per liberi professionisti e artigiani, lavoro per dipendenti salariati di vario tipo) e miglioramento della convivenza civile, grazie alla realizzazione di grandi, medie e piccole opere infrastrutturali (materiali e immateriali) e di tutela del territorio, è anche una gestione oculata del patrimonio pubblico, delle sue entrate e delle sue uscite.
Ben vengano, perciò, libri di sapiente e non demagogica analisi e denuncia come E io PAGO (non privo di suggestioni pratiche su come cambiare rotta e gestire meglio gli interessi pubblici), che si iscrive nella migliore tradizione delle pubblicazioni di CHIARELETTERE, una Casa Editrice che si è sempre distinta, da quando è sorta (conquistando immense fette di mercato sino a diventare una tra le più importanti sigle editoriali italiane), per l’originalità, il coraggio e la lungimiranza delle sue scelte. Ciò lo diciamo, anche al netto di recenti dissidi di questa azienda e del Gruppo Mauri Spagnol (che la partecipa al 49%) con il nostro leader Gioele Magaldi.
Dissidi di cui, comunque, avremo modo di parlare in altra occasione, magari in concomitanza con l’imminente pubblicazione del secondo volume di Massoni. Società a responsabilità illimitata…

 

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